Dal 19 al 24 luglio, ragazze e ragazzi di CER e GApp hanno trascorso alcuni giorni di vacanza al mare nella casa salesiana di Alassio (https://www.donboscoalassio.it/accoglienza/).

“Arrivano, senti?” la vecchia porta della soffitta cigola, poi una lama di luce affonda nella nuvola di pulviscolo sollevatosi con lo spostamento d’aria.
“Sento, sento… Quindi a giorni si parte per il mare!”
“Siii…ssshhh, vorrai mica che ci sentano!”
C’è un gran traffico di borsoni, vestiti, ciabatte, asciugamani nella grande casa di Harambée: si fanno i preparativi per il mare.

“Ma quel piccoletto bruno con il faccino furbetto è nuovo, non c’era l’anno scorso”.
“No, non c’era. Menomale che è piccoletto, sono troppo vecchio, non ce la farei a sostenere ragazzi grandi e grossi come lo scorso anno”.
“Non ti lamentare, io ho giusto un paio d’anni meno di te e non faccio tutte ‘ste storie, è sempre un piacere andare al mare con questi ragazzi!”

Primo giorno di mare, le educatrici pronte a spalmare crema solare come marmellata sul pane, poi tutti in acqua. Che meraviglia!
“Come sono carini quei due piccolini che nuotano con pinne, maschere e boccaglio! E le ragazze sul bagnasciuga? Non trovi che siano deliziose, con i loro fluenti riccioli scuri che danzano oltre le spalle ad ogni passo? E quei simpatici ragazzotti che si inseguono e si tuffano fra le onde?”

“Per carità! Se solo mi lasciassero un po’ in pace! Non ne posso più di tirare su prima uno poi l’altro. Ma per che cosa mi hanno scambiato? Un montacarichi?”
“Ma è bellissimo sentirli ridere, vederli giocare e divertirsi..”
Si è fatta quasi ora di pranzo, poi un po’ di relax. Una partita a Uno ci sta sempre. O due tiri al pallone…

Il gruppo colorato e vociante si riunisce per andare a mangiare, poi ci si aggrega secondo gli interessi e le attività prescelte.
“Finalmente un po’ di pace per stare tranquilli sotto l’ombrellone!”
“Uffa, di qui non sento che cosa dicono le ragazze. Parlano fitto fitto, chissà… magari hanno conosciuto qualcuno di interessante… E quel ragazzino lì che costruisce castelli con la sabbia? Vorrei proprio vedere come fa. Guarda quei due che fanno volare l’aquilone!”

“Ma che ti importa! Tanto le chiacchiere volano, i castelli di sabbia crollano subito e gli aquiloni finiscono a terra. A che serve?”
“A sognare! Le parole descrivono sogni, i castelli regalano sogni, gli aquiloni li fanno volare… Quanto vorrei poter volare. A te non piacerebbe?
“Ma va! Volare? Ma per favore…”
“A me piacerebbe prendere ognuna di queste ragazze e di questi ragazzi e portarli in alto, far loro vedere quante cose belle ci sono nel mondo, accompagnarli almeno per un piccolo tratto del loro percorso”.
“Sei solo una sognatrice! La vita vera è dura, non fa sconti e tu non puoi volare!”

I ragazzi sono di nuovo in acqua, si inseguono, si tuffano, si contendono il coccodrillo gonfiabile verde prato come fosse un trofeo. Poco più in là qualcuno si fa cullare dalle onde, morbidamente adagiato su una magnifica fenicottera rosa shocking. Sembra quasi che il coccodrillo subisca le angherie dei ragazzi e la fenicottera se la goda alla grande. Mah? Sarà solo immaginazione…

Una settimana insieme, ragazze e ragazzi della CER e del GApp: giochi, divertimento, qualche diverbio, delle difficoltà che emergono sempre quando si sta insieme, ma anche riflessioni e sostegno reciproco, pazienza a vagonate e tanti momenti di benessere e condivisione. Poi si torna a casa.
“Sono svuotata, stanca ma felice. Sento ancora risuonare le risate e i sussurri delle confidenze fatte a mezza voce, sento ancora le braccia dei ragazzi che mi tirano in giù per salire su. E poi quei momenti in cui mi libravo leggera in aria? Fantastici, davvero. Che magnifica vacanza!”
Il rumore del motore accompagna il ritorno a Casale, qualcuno sonnecchia, qualcuno ascolta la musica, qualcun altro parlotta a bassa voce. L’autostrada scorre via come un nastro che si svolge rapidamente, lasciando alle spalle visi, voci, persone, custodendo ricordi e sogni.

“Sono sgonfio anch’io. E sto strettissimo qui dietro, schiacciato fra le pinne e gli ombrelloni. Che faticaccia!”
“Sei il solito brontolone di un coccodrillo. Ammetti di esserti divertito, dai! Almeno un pochino…”
“E va bene, lo ammetto. Mi sono divertito al mare con i ragazzi. E con te, fenicottera sognatrice…”
L’educatore al volante del pullmino sbircia ancora una volta dallo specchietto retrovisore. Saranno le bocchette dell’aria aperte, ma gli è sembrato di vedere qualcosa muoversi tra i bagagli, proprio fra gli ombrelloni: in effetti un lembo verde sventola leggero e uno rosa sembra rispondergli. Mah…

Carolina Schiavone
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…al Giardino Belvedere di Caprile di Biella!
La bellezza come armonia, per suscitare meraviglia, la bellezza come arte, come natura, come arte e natura insieme: è la bellezza in tutte le sue forme che aiuta la persona interiore a crescere, diceva Maria Montessori.
Come educatrici e educatori di Harambée, cerchiamo di trovare e proporre ai nostri ragazzi delle occasioni piacevoli di incontro con la bellezza, l’arte, la natura. Cosi, martedì 27 luglio, siamo andati al Giardino Belvedere a Caprile di Biella, per una giornata all’insegna di natura, scultura, ben-essere e ben-vivere (https://www.giardinobelvedere.com/).

Questo magnifico giardino nasce da un fazzoletto di terra e un rudere in mezzo al bosco, trovati per caso da Mariateresa Belvedere durante una passeggiata. Il rudere era il vecchio mulino del paese.

La zona era abitata e coltivata con giardini all’inglese fino agli anni 70, poi gli abitanti si sono spostati nella zona a valle e il bosco ha riconquistato il territorio.
Mariateresa si è innamorata della zona e ha acquistato sempre più terreni.

C’è un Totem all’ingresso, ricavato da un castagno molto grande e importante, che è caduto. Era un peccato farne contenitore per i terrazzamenti, così eccolo trasformato in un’opera d’arte!

Il “Giardino dei pensatori” è una zona pensata per il relax, con gradinate e spazi in cui accomodarsi, vicino c’è una carrozza che contiene una piccola biblioteca.

Passeggiando nel verde, fra la vegetazione rigogliosa, al canto degli uccelli e il gorgoglio del torrente Caneglio, si incontrano dei totem con volti: sono gli Spiriti degli alberi e hanno visi diversi perché provengono da diversi alberi caduti, sono sormontati dalla cappella di un fungo per proteggerli dalle intemperie.

Al centro del parco sorge l’abitazione di Mariateresa ricavata dal rudere del mulino.
Tutto il parco è un giardino botanico con innumerevoli varietà di piante e fiori: aceri, ortensie bleu, gelsi, pergolato di kiwi, rose all’inglese (profumo di limone).

I ragazzi hanno molto apprezzato la grande arnia, che all’interno nasconde una piccola abitazione con tanto di salotto/stanza da letto con vere finestre, bagno agibile, tavolo per i pasti, ma soprattutto la zona svago con altalene giganti.
Una giornata molto piacevole che ha incontrato i gusti dei ragazzi coniugando il piacere dell’immergersi nella natura con l’incontro con l’arte; abbiamo vissuto momenti di relax, di gioco, di osservazione della natura e di scambio fra noi e con l’ambiente circostante.
Silvia Anselmo