…e siamo quarti alle interregionali in RET3!

“Siamo partiti venerdi (13 ottobre, n.d.R), prestissimo, alle 8.30 avevamo il ritrovo a Torino con gli altri del Piemonte e Valle d’Aosta per andare a Gatteo mare per le interregionali”, racconta Mattia, uno dei tre ragazzi di Harambée selezionato insieme a Muslum (GApp) e Mohamed (Over18) per partecipare alle interregionali del progetto RET3, REfugee TEams (https://www.figc-rete.it/refugee-teams/).

“Non sapevo bene che cosa aspettarmi, ma è stata un’esperienza bellissima!” spiega Mohamed, con un sorriso assai più eloquente delle sue parole.

“Ci siamo trovati subito, come tanti amici. Ho conosciuto tanti ragazzi, tante vite diverse, siamo stati molto bene insieme!”

“Qui si respira un’ aria diversa da quello che abbiamo in testa della FIGC!”, dice il coordinatore regionale Luciano Loparco.

“Ci sono due lenee parallele che hanno lo stesso nome ma con obiettivi diversi: far crescere il ragazzino con il gioco e il divertimento e apprezzare il calcio per lo sport che è, infatti la Figc entra nelle scuole con i suoi progetti” (https://www.figc.it/it/giovani/scuola/il-calcio-a-scuola-valori-in-rete/).

“Forse non tutti sanno queste cose, molti non conoscono questa “linea”, a differenza della linea dell’interesse economico e del successo immediato a tutti i costi che è quella che fa parlare di più!” conclude.

Questo è il terzo anno che Harambée partecipa al progetto RET3 (https://accaparlante.com/harambee-vola-in-rete/), un progetto che persegue obiettivi di inclusione e integrazione proprio attraverso il gioco del calcio e la creazione di squadre miste con atleti italiani e stranieri, di promozione di comportamenti eticamente corretti attraverso l’educazione ai valori attraverso l’attività sportiva e, non da ultimo, far conoscere l’importanza dell’attività fisica per la salute e lo sviluppo della persona umana.

Muslum riferisce di aver particolarmente apprezzato il momento formativo in cui si è parlato di emozioni: “Ci hanno chiesto che cosa proviamo quando siamo in campo e giochiamo, è importante conoscere le proprie emozioni!”

“E poi ci hanno parlato di empatia, la psicologa ha chiesto se sapevamo che cos’è. Io ho provato a spiegarlo, ho detto che per me è importante. Non so spiegarmi bene, ho fatto un esempio”, racconta con un sorriso un po’ imbarazzato, ma felice di riportare quanto ha vissuto con questa esperienza che gli è piaciuta tanto.

“Se vedo che una persona cade, mi fermo a dargli una mano, perché penso che potrebbe capitare anche a me…” spiega con grande semplicità, come fosse una cosa ovvia.

Mattia, il più giovane degli atleti selezionati, continua a raccontare: “Abbiamo giocato tanto, ci siamo divertiti, siamo stati bene insieme, eravamo tutti amici anche se in campo eravamo avversari. Ma abbiamo fatto anche tante altre cose, abbiamo visto cose interessanti, siamo andati a Rimini all’Italia in miniatura”.

Dalle parole di questi ragazzi emerge chiaramente che la cosa più importante non è il piazzamento in classifica, quanto i risultati nella partita della vita. In questa partita si cade e ci si rialza, più forti di prima, specie se c’è qualcuno pronto a darti una mano.

Vincere è stare bene insieme, giocare e divertirsi, superare le barriere, imparare a superare i propri limiti, ma anche e soprattutto saper tendere la mano verso l’altro, avendo compreso che lo stare bene è un filo rosso che passa tra le mani di tutti e il benessere si costruisce insieme.

In questa partita, si vede chiaramente, questi ragazzi vincono!

Carolina Schiavone

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